“C’è una cosa vera, verissima: la città è nata dal ragazzo! Io della mia città, di Pistoia ricordo
quando ci rincorrevamo nella piazza del Duomo, quando si usciva dalla scuola e ci
picchiavamo, ci tiravamo dietro le cartelle…io quei momenti li ho scritti ancora dentro;
quei momenti fecero nascere in me, senza esserne ancora cosciente, il senso della città: i ragazzi
che si rincorrono, che si picchiano, che tirano le cartelle e che da questo contatto con gli
spazi della città cominciano a gustarne il senso”

Giovanni Michelucci

 

Palomar ha scelto per sé come terreno di scavo quello che mette in relazione la città, intesa non solo nel suo senso geografico ma come comunità locale, con la democrazia Abbiamo scelto Italo Calvino, come nostro riferimento laico, e la sua “città invisibile”, Lalage, perché nasce “come un sogno dal cuore delle città invivibili” e perché, soprattutto, gode del “privilegio più raro” di “crescere in leggerezza”. Vorremmo che anche Pistoia potesse meritarsi questo privilegio, concesso dalla Luna a Lalage. Pensiamo ne abbia bisogno.

Palomar intende, con tutta l’umiltà che nasce dal senso della misura e della realtà, dare il proprio contributo affinché si verifichi la possibilità di far crescere in leggerezza Pistoia, riprendendo, in questa città, un cammino di crescita morale, civile e culturale, prima ancora che economica e politica ed intende farlo con molti altri, con tutti coloro che saranno interessati e disponibili a riflettere e a lavorare insieme per il futuro della città. Perché le città reali sono fatte, essenzialmente, delle persone che le abitano e sappiamo che non dipenderà dalla luna ma dal lavoro di tutti se Pistoia potrà godere del “privilegio più raro”

Samuele Bertinelli, Introduzione all’Assemblea di Palomar
Palazzo dei Vescovi Pistoia, 12 Marzo 2011